Documento politico

Diritti al cuore – documento politico

La manifestazione “Diritti al cuore” si rivolge a tutte le donne e a tutti gli uomini che hanno a cuore i valori di parità, dignità e laicità in opposizione a qualsiasi forma di omofobia, transfobia, razzismo, sessismo o discriminazione religiosa e politica.
Diritti al cuore rappresenta la sintesi delle battaglie che ci hanno visto protagonist*, insieme, negli ultimi anni. Dalle rivendicazioni del comitato 1° Marzo sui diritti dei migranti e di contrasto ai rigurgiti razzisti ed alla violenza sempre più frequente in Italia come in Sardegna, alle proposte del comitato 8 Marzo per un maggiore protagonismo femminile a partire dalla rappresentanza politica ed istituzionale da contrapporre alla politica maschile e maschilista che ci ha accompagnato negli ultimi vent’anni. Alla lotta per i diritti di gay, lesbiche e transgender e di contrasto all’omofobia ed alla transfobia sempre più presenti nella nostra società a partire dalla scuola. A nostro avviso si tratta della più ampia battaglia per la piena cittadinanza di tutte e tutti e per una cultura del rispetto e di valorizzazione delle diversità da contrapporre alla cultura maschilista dello sfruttamento e della violenza.
La crisi economica che stiamo attraversando, oltre a drastiche misure di contenimento della spesa e di impoverimento della popolazione, che colpisce alle fondamenta il nostro stato sociale e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori conquistati negli anni, porta con se una forte insicurezza ed una tendenza a rifugiarsi in ricette populistiche, siano esse la chiusura delle frontiere in chiave xenofoba o forme religiose e ideali sempre più integraliste e conservatrici. I continui richiami all’Europa riguardano oggi unicamente il piano economico e non quello sociale e tutte le misure più drastiche sono motivate da un laconico “E’ l’Europa che ce lo chiede”. Eppure l’Europa da decine di anni ci chiede ben altro. E’ del 1994 la prima risoluzione del Parlamento Europeo sui diritti di gay, lesbiche e trans, seguita da molte altre sulla necessità di contrastare tutti i fenomeni di razzismo, di sessismo, omofobia e transfobia. Richiami totalmente inascoltati in un Paese, unico in Europa insieme alla Grecia, che ancora non condanna l’omofobia quale crimine di odio ma, anzi, implicitamente la sostiene, non avendola inserita nella legge Mancino del 1993 e non considerandola quindi un crimine tanto grave quanto motivato dall’odio al pari del razzismo, del sessismo, della discriminazione religiosa e politica. Persino alla discriminazione sportiva è riconosciuta un’aggravante, ma i tifosi di altre squadre sono cittadini a tutti gli effetti, gay, lesbiche e trans ancora no.
Siamo stanch* di aspettare e vogliamo che l’Italia adegui immediatamente la propria legislazione sui diritti di cittadinanza al resto dell’Europa, sia sul fronte del riconoscimento dei diritti dei gay, delle lesbiche e dei/delle transgender, che su quello della lotta alla violenza sulle donne e della rappresentanza femminile, così come sul contrasto, reale, del razzismo e della xenofobia con politiche sull’immigrazione mirate ad una sana convivenza.
Chiediamo al parlamento italiano l’estensione della “Legge Mancino contro i crimini di odio”, anche all’omofobia e alla transfobia, così come la cancellazione di tutti i limiti legislativi basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere a partire dal matrimonio.
In attesa che il parlamento italiano si pronunci, chiediamo alla Regione Sardegna di riconoscere pari diritti alle coppie di fatto etero ed omosessuali e di approvare una legge antidiscriminatoria sull’esempio di altre regioni italiane.
Diritti al Cuore sarà una manifestazione gioiosa e colorata aperta a tutte le persone che si riconoscono nella cultura del rispetto, dell’incontro e della contaminazione reciproca.
Tutti noi abbiamo assistito direttamente o indirettamente a forme di violenza, odio ed emarginazione, come bullismo, mobbing e discriminazioni in genere: ora è il momento di prenderne coscienza e di assumerci le nostre responsabilità.
Vi chiediamo di aderire alla manifestazione e di scendere in piazza con noi sabato 23 giugno per andare … diritti al cuore!